Anche nella bulimia nervosa il nucleo centrale della patologia è rappresentato da una paura morbosa di diventare grasse e di essere sovrappeso, il peso e la forma del corpo influenzano in modo eccessivo e inadeguato la valutazione della stima di sé.

Si tratta generalmente di ragazze con un peso corporeo nella norma. L’esordio può essere inizialmente simile all'anoressia, caratterizzato da una intensa volontà a perdere peso e da una forte insoddisfazione per il proprio corpo; il decorso invece è diverso, spesso la persona che soffre di bulimia mantiene un peso abbastanza normale alternando tentativi di dimagrire con abbuffate e condotte di compenso (principalmente il vomito autoindotto); non essendoci generalmente variazioni di peso importanti spesso il disturbo viene diagnosticato tardivamente (con un rischio di cronicizzazione maggiore), quando magari si riscontrano importanti complicanze mediche, come la deplezione degli elettroliti che può portare a complicanze cardiovascolari anche mortali.

Il comportamento più caratteristico della bulimia nervosa è l’abbuffata, cioè un episodio in cui vengono assunte molto rapidamente grandi quantità di cibo, preferendo gli alimenti maggiormente disponibili, quelli più “proibiti” o che non richiedono una lunga preparazione, spesso mescolando sapori anche molto diversi fra loro. Durante l’abbuffata la ragazza vive la sensazione di perdere l’autocontrollo nei confronti del cibo, talvolta anche con specie di alterazione della coscienza. Tutto avviene in tempi brevi e con dei rituali che sono accompagnati da un forte senso di disagio, di vergogna e di colpa. Le circostanze in cui si origina l’episodio dell’abbuffata possono essere diverse: talvolta viene scatenato dall'assunzione anche minima di un cibo che la persona considera “proibito” per l’elevato contenuto energetico o di grassi, altre volte l’innesco può essere dovuto ad uno stato emotivo (tensione, rabbia, ansia, noia). Ci sono casi in cui l’abbuffata viene programmata, scegliendo con cura il momento adatto e predisponendo gli alimenti necessari, avviene quindi quasi come un atto consolatorio o riempitivo di un tempo vuoto. La frequenza delle abbuffate necessaria per fare una diagnosi di bulimia nervosa è di due episodi alla settimana per almeno tre mesi consecutivi. Tuttavia l’esperienza clinica mostra che talvolta anche frequenze più ridotte possono essere legate a stati di malessere piuttosto gravi.

In molti casi le crisi bulimiche si presentano anche più volte al giorno, fino a sostituire completamente l’alimentazione normale. In alcuni casi l’alimentazione diviene così caotica da non permettere un ritmo di vita accettabile; a volte la crisi bulimica può anche durare alcune ore o occupare tutta la serata o la notte con un continuo ingurgitare cibo e vomitare. Agli episodi di perdita del controllo sul cibo fanno seguito contromisure di compenso rispetto all'eccessiva ingestione di alimenti. Ha così inizio il circolo vizioso della bulimia nervosa che alterna abbuffate e comportamenti eliminativi e di restrizione in un crescendo di senso di colpa, vergogna e insoddisfazione personale. Anche nella Bulimia Nervosa si possono presentare i sintomi legati al digiuno. Nel caso della bulimia il digiuno va inteso nel senso del costante tentativo di dieta, di controllare la propria alimentazione riducendo il numero dei pasti e il loro contenuto a cui segue l’abbuffata. Le complicanze legate alle abbuffate e all'utilizzo dei metodi purgativi possono essere: - di tipo odontoiatrico - a carico del cavo oro-faringeo - del tratto gastro-esofageo - alterazioni dell’equilibrio idro-elettrolitico